giovedì 31 gennaio 2013

Sono qui perché....

Questa pagina nasce per la voglia di condividere un mondo interiore, il mio mondo interiore, fatto di passioni, di interessi, di paure, di insicurezze, di determinazione, di sogni, di speranze, di esperienze vissute e mille altre ancora da vivere. Nasce per la voglia di scrivere che per troppo tempo è rimasta sopita, chiusa in un cassetto dell'anima che solo ora comincia a riaprirsi. Nasce da una passione per il giornalismo che ha dovuto soccombere di fronte all'aspirazione ad essere un buon medico; una passione però che, in quel cassetto, ha resistito al tempo e all'incuria; una passione che torna a galla ogni volta che con occhio critico guardo un film, leggo un libro, ammiro un dipinto, ascolto una canzone o analizzo gli usi e i costumi della società in cui vivo. Nasce, probabilmente, anche da un forte senso critico che mi impedisce di accettare totalmente qualsiasi idea altrui per poterne elaborare una che sia tutta mia, un'idea indipendente che non segua le mode o le masse o il leader di turno ma sia espressione del mio essere, dei miei principi, dei miei valori e della mia visione del mondo. Nasce, forse, anche da una vaga presunzione di avere qualcosa di buono da dare. Nasce dall'umiltà di chi è aperto alle critiche costruttive, al dissenso che allarga gli orizzonti, ai confronti che fanno crescere.

Buona crescita a tutti noi :)




Donnaspugnapuzzle e "Istruzioni per rendersi infelici"

Avete presente un puzzle da un milione di pezzi? Anzi, no, che dico un milione? Dieci milioni, dieci milioni di milioni. Beh, è così che io mi sento: un gigantesco puzzle con allegato un cartello giallo e nero di "work in progress": pochi tasselli al loro posto, alcuni da incastrare meglio, altri ancora da scovare.
E sapete cosa vi dico? E' bello sentirsi così. Si è spronati a completarsi, a trovare nuovi pezzi, nuove parti di sè. Mi piace vedermi come una somma intervellata da qualche necessaria sottrazione. E' stimolante.
Dove trovo i pezzi? In tutto ciò che mi circonda. Nei viaggi alla scoperta di cose sempre nuove e diverse; nelle librerie che come calamita mi attraggono e mi regalano quelle che poi diventeranno le parti migliori di me; nelle persone che mi circondano, in quelle che ci sono state e che per un motivo o per un altro non ci sono più, in quelle che ci saranno; nelle passioni che si moltiplicano ogni giorno che passa...
Insomma, sono un animale mitologico, spugna che assorbe, puzzle con pezzi di incastrare e, scusate se è poco, donna!!!!! . Ma in fondo, non siamo un pò tutti così?

Ed eccomi qui,  donnaspugnapuzzle , a proseguire nel percorso di condivisione dei miei tesori più preziosi.

Come non annoverare tra questi "ISTRUZIONI PER RENDERSI INFELICI"?
E' un libricino di un centinaio di pagine, una sorta di manuale, scritto dall' illustre Paul Watzlawick, filosofo sociologo e psicologo austriaco, il quale, con tanta ironia, svela gli errori in cui comunemente inciampiamo nell'ambito dei rapporti interpersonali ed offre interessanti spunti di riflessione da cui partire per farsi un buon esame di coscienza ed evitare inutili paranoie o infondate scenate isteriche.

Nel corso del tempo, proverò a parafrasare i temi da lui toccati e le relative soluzioni da lui proposte, con la speranza che possa essere utile a voi così come lo è stato e tuttora lo è per me.

Parole che tagliano

Le parole feriscono più delle armi.



"Ho dei servizi da fare"
"Ho fatto servizi"



Fare servizi.
Servizi. Una parola dal potere straordinario.
Muro e pugnale al tempo stesso.
Muro da alzare con un estraneo. Pugnale da conficcare nel cuore di chi ci ama.
Servizi. Riassunto in sette lettere di un discorso del tipo "Tu per me non sei nessuno, non ti riguarda ciò che faccio, hai sbagliato a chiedermelo ed ora te lo faccio capire in maniera inequivocabile"



Servizi. Che potenza.

L'amore è...

Chi ti vuol bene ti è accanto. Sempre. Ti sostiene, ti protegge, ti incoraggia, ti sprona. Ti tiene per mano nei momenti tristi, gioisce delle tue gioie. 
Chi ti vuol bene ti è accanto. Sempre. In silenzio o a squarciagola.
Chi ti vuol bene ti è accanto. Sempre. Quando lo cerchi e ancor di più quando lo allontani.
Chi ti vuol bene ti è accanto. Sempre. Che tu lo voglia o no.

La kryptonite nella borsa. Vederlo, ma perchè?

Da qualche parte bisogna pur cominciare e il mio inizio è dedicato a 

"La kryptonite nella borsa". 

Film uscito nelle sale il 4 novembre 2011 ma che ho avuto il piacere di guardare qualche giorno fa, il giorno di Natale. Sentivo che era arrivato il momento giusto, che ero pronta per ricevere il messaggio che Ivan Cotroneo, regista di questo film e autore dell'omonimo libro da lui stesso scritto, si propone di trasmettere.
Alquanto banali i primi minuti, con la figura di un aspirante supereroe in primo piano e scene di vita familiare un pò lentine. Il primo istinto era quello di lasciar perdere, ma il primo istinto o la prima impressione non sempre riflettono la realtà. Va data una seconda occasione, a tutti e a tutto.
Le seconde possibilità, sì. Seconde possibilità, tema, uno dei tanti, affrontato da Cotroneo.
Un film che si presta a varie letture, più o meno superficiali.
A vederlo distrattamente risulta quasi scontato e ripetitivo, simile a tanti filmetti italiani che costellano il nostro panorama cinematografico, ma questo non è un film da vedere distrattamente, è un film da guardare. Attentamente.
Scendendo in profondità, ci si ubriaca di tutti gli spunti di riflessione proposti e vien voglia di ricorrere a un taccuino per non rischiare di perderne alcuno.
E' la Napoli dei primi anni '70 a fare da scenografia a una ricca trama fatta di amori più o meno corrisposti; di tradimenti; di perdono; di trasgressione; di omologazione; di pudore; di sogni di evasione e desiderio di normalità; di lotte per l'emancipazione femminile e bisogno di metter su famiglia, la stessa famiglia dalla quale si cerca di scappare e di prender le distanze; di nostalgia per una giovinezza a cui in seguito sono state tarpate le ali; dell'insoddisfazione che induce al tradimento o alla depressione; del coraggio di prendere in mano le redini della propria vita per darle una direzione diversa; della ricerca di marito e della vergogna per il proprio status sociale; dell'amore vero, incondizionato, che non guarda il portafogli ma ascolta solo il proprio cuore; di quanto sia difficile essere bambini, soprattutto se diversi; dell'importanza di una guida, di una figura di riferimento che sia pronta a tenderci una mano nei momenti di difficoltà e del disorientamento che segue al suo venir meno; di una mamma a cui basta uno sguardo per capire i propri figli; del bigottismo di una città del Sud fortemente rispettosa delle convenzioni e che stenta a tenere il passo con la modernità.
Un film che però lascia una speranza. La speranza del lieto fine. Il lieto fine di cui i Nostri sembrano giovarsi.

Buona visione :)