martedì 8 ottobre 2013

Auschwitz-Birkenau, un viaggio senza fine

http://marycales.altervista.org/auschwitz-birkenau-viaggio-senza-fine/

Auschwitz-Birkenau, un viaggio che ti si appiccica addosso e non ti molla.
Un viaggio di storia e di uomini, di dolori, di destini, di speranze.
Tante immagini, decine e decine di scatti ho portato a casa. Quelli più importanti li ho impressi nel cuore.
Certe cose non le puoi dimenticare, non c’è bisogno di foto che te le ricordino. Sono con te, ovunque tu vada.
Sempre, davanti ai miei occhi, un gigantesco rullo di pietra bianca, poggiato sul prato, davanti ad uno dei Blocchi.
Un tempo servito a schiacciare chi, stremato dalla fame, dalle fatiche e dalla malattia, cadeva a terra durante i lunghi ed estenuanti appelli diurni, oggi è semi-abbandonato ai lati di un viale in cui migliaia di turisti, ogni giorno, transitano alla scoperta dei luoghi della memoria.
Nemmeno le guide ci danno troppa importanza, lo costeggiano indifferenti, come se, in una marea di testimonianze di atrocità commesse, quella fosse la meno rilevante. Se non avessi chiesto, nessuno mi avrebbe spiegato.
Paradossalmente, quella, invece, è per me l’immagine più toccante di un viaggio che mi ha sfondato il cuore.
Una passata di rullo. Questo, nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, era il valore di una vita.

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